June 23
La ragazza e il professore
Ragazza - Crede in Dio? Si riconosce in una religione? Prega?
Einstein - Ma devo ammettere che, davanti alla bellezza infinita del cosmo, mi capita spesso di provare un sentimento che mi sono permesso di definire religioso. Perchè no?
Ragazza - Non mi dirà che crede in Dio?
Einstein - Al contrario.
L'idea che, in una tale magnificenza senza limiti, esista un dio creatore impegnato a castigare solo la specie umana mi sembra totalmente assurda.
Perchè un genio simile, che inglobo' tutto l'universo in un sogno cosmico di dimesioni inimmaginabili, perchè mai dovrebbe abbassarsi,come il più meschino dei burocrati, sui nostri minuscoli, insignificanti peccati? Inoltre, come lei sicuramente saprà, per uno scienziato tutte, o quasi, le nostre azioni sono determinate.
Il libero arbitrio è estremamente limitato. Quindi, perchè un dio dovrebbe punire qualcuno per un atto che non poteva non commettere? Per un atto che il dio stesso aveva programmato per lui sin dai primordi!
Tra la magnificenza dell'universo e la crudeltà puntigliosa di Dio, c'è un abisso troppo grande.
E' proprio a misura nostra, creato da noi, non è degno dell'universo.
- Non riesco ad uscire da me stesso. Già Platone fece scivolare fuori questa domanda dalle labbra sagaci di Socrate, ricorda? Come altrimenti?
- Se lei uscisse da se stesso, dove andrebbe?
- Come faccio a saperlo rimanendo in me?
Tratto da: La ragazza e il professore
Autore: Carrière Jean-Claude